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Contabilizzazione

Premessa: come opera OpenWay. 

 

OpenWay è un'azienda che crede nel valore della consulenza. Ciò significa che non miriamo solo a consegnare ai clienti il prodotto/servizio migliore ma anche a fornire loro la consulenza specialistica necessaria a:

  • poter operare la scelta migliore, la più adeguata alle loro esigenze, prima dell'acquisto.
  • operare il sistema consapevolmente e nel modo migliore possibile.
  • consentire i maggiori risparmi possibili di consumo energetico.
  • Il termotecnico: a che serve ?

  • Ci avvaliamo della professionalità e della competenza tecnica  dei migliori termotecnici per garantire risultati allo stato dell'arte e della normativa vigente.

Openness

Noi crediamo molto alla Openness (trasparenza); per questo il presente sito tratta nel dettaglio e con obiettivi divulgativi e chiarificanti l' argomento "contabilizzazione". Non vengono infatti trascurate neppure le informazioni che fanno luce anche gli elementi critici della questione che spesso sono taciuti od elusi, creando spunti di riflessione. Noi pensiamo che sia importante che il cliente possa e debba fare una scelta consapevole !!!

I sistemi OpenWay per il controllo dei costi termici e per il processo di bollettazione, possono, in vari gradi a ed in base alle opzioni dei clienti, essere affidati al loro pieno controllo. Si fa notare che buona parte degli altri sistemi sono 'chiusi' nel senso che espropriano il cliente finale del controllo, della gestione e dei dati salienti del sistema (mappatura).  


 

La contabilizzazione individuale

Ovvero la Ripartizione dei consumi termici condominali.

Sino ad alcuni anni fa gli impianti di riscaldamento centralizzati costituivano la soluzione migliore e più economica in quanto il fatto di avere in comune le principali componenti dell'impianto di generazione del calore induceva delle importanti economie di scala ed un miglior comfort rispetto agli impianti autonomi.

Ma ripartire i costi di riscaldamento per millesimi fra le varie unità immobiliari risulta totalmente inefficace dal punto di vista del risparmio individuale e collettivo dell'energia.

Pertanto il successivo aumento dei prezzi dei combustibili per il riscaldamento e la nuova sensibilità ai problema dell'inquinamento hanno indotto a trovare delle soluzioni ancora migliori, ovvero una gestione autonoma del riscaldamento utilizzando sistemi innovativi già diffusi da decine di anni in Nord Europa.

La contabilizzazione individuale associata alla generazione comune del calore assomma i vantaggi delle due soluzioni e ne annulla gli svantaggi: apportando agli impianti centralizzati delle semplici migliorie, si è in grado di consentire ai condomini di gestire il riscaldamento in modo autonomo, quasi come avesse un impianto unifamiliare, prelevando calore secondo le proprie esigenze e pagando quindi in base all’effettivo consumo. Pur rimanendo la caldaia unica per tutto il condominio, ciascuna unità abitativa è dotata di contatori e valvole individuali attraverso i quali gestire il calore a proprio piacimento.

Si deve anche considerare che è un sistema utile per “educare” i condomini ad utilizzare il calore di cui hanno bisogno, senza sprecarlo come spesso accade quando i consumi vengono divisi solo in proporzione ai millesimi condominiali.

 


 

I vantaggi della contabilizzazione individuale:

  • Risparmio energetico individuale inducendo il miglioramento dell'isolamento di ciascun alloggio. Infatti il sistema permette sensibili risparmi laddove l'alloggio venga isolato in modo adeguato o dove possa essere riscaldato da fonti alternative di calore (per es: vetrate assolate, stufe o caminetti). Solo un sistema di contabilizzazione ripartito incentiva i necessari investimenti individuali sul fronte della limitazione degli sprechi.

  • Risparmio energetico individuale conseguente al buon comportamento degli inquilini di ciascun alloggio. Infatti è provato che l’adozione di un sistema di contabilizzazione del calore crea negli utenti una più consapevole attenzione verso la gestione del riscaldamento del proprio appartamento, che porta una sensibile limitazione degli sprechi.

  • Riduzione globale delle spese di riscaldamento

  • Spesa individuale proporzionata al reale comfort termico richiesto nell'alloggio.

  • Risparmi economici sensibili rispetto alla realizzazione e conduzione di impianti autonomi; con un impianto di contabilizzazione del calore e termoregolazione il condominio realizza un risparmio medio annuale sul combustibile utilizzato dalla caldaia compreso tra il 10% e il 30% rispetto alla situazione anteriore all'installazione; questo a fronte di una spesa d'installazione variabile tra i 100 e i 200 euro per termosifone e ad un canone di gestione raramente superiore ai 5 euro l'anno. L'investimento per la termoregolazione dei caloriferi ha una durata indefinita mentre i ripartitori di calore hanno una batteria della durata di 10 anni, dopo i quali devono essere sostituiti (ad un costo pari a circa la metà della spesa totale, ma in costante diminuzione dati gli avanzamenti tecnologici del settore). Da non sottovalutare il fatto che mentre i costi d'installazione sono costanti, il trend dei prezzi energetici è costantemente in crescita, con un evidente effetto additivo sui risparmi potenziali derivanti dall'installazione del sistema.

  • Orario d'accensione: come previsto dal d.p.r. 412/1993, la termoregolazione individuale consente l'accensione dell'impianto di riscaldamento centralizzato a completa discrezione dell'assemblea di condominio, senza dover più sottostare alle disposizioni orarie normalmente previste per gli impianti centralizzati. In altre parole è possibile estendere la durata di attivazione dell'impianto centralizzato alle 24 ore

  • Gamma di temperature fruibili più estesa: infatti, risulta anche possibile fruire individualmente di maggiori temperature ambiente rispetto a quanto accade negli impianti non ripartiti, in quei casi in cui l'erogazione di calore dalla centrale sia continuo nell'arco della giornata.

Comfort termico e risparmio

La ripartizione individualizzata delle spese induce i corretti comportamenti che sono necessari al conseguimento di risparmi energetici e monetari sensibili.

Infatti solo la ripartizione in base ai consumi consente ai singoli di adottare le opportune misure per meglio rispettare esigenze di risparmio e di riscaldamento di ciascuno.

 

Le diverse esigenze di riscaldamento inducono diverse contabilizzazioni e quindi, risparmio.


L'elettronica supera il problema idraulico

La suddivisione delle spese di riscaldamento nei sistemi centralizzati è da sempre stato fonte di problematiche per le concreta difficoltà di attribuzione ad ogni alloggio condominiale delle spese di pertinenza ovvero di quanto esso abbia effettivamente consumato.

Nel passato l'esigenza di associare una caldaia (soluzione antieconomica a causa della bassa efficienza termica) oppure un contatore di portata al fluido termoconvettore ad ogni alloggio imponeva la suddivisione dell'impianto di riscaldamento in circuiti autonomi (con caldaia) oppure almeno indipendenti (circuito individuale).

Tale approccio può essere adottato su impianti di stabili di nuova costruzione, ma sugli esistenti (specie se di tipologia di distribuzione a colonne montanti (verticale)) risulta talmente poco pratico (smantellamento muri e solette, costi esorbitanti) da risultare inapplicabile.

Oggigiorno le moderne tecnologie elettroniche, di trasmissione dati ed informatiche hanno reso praticabili varie soluzioni spiccatamente economiche e che consentono di non modificare la struttura dell'impianto centralizzato.

Impianti verticali ed orizzontali.

La collocazione dei rilevatori per la contabilizzazione può variare in base alla tipologia di distribuzione dell'impianto, che può essere a colonne montanti (verticale) o a zone (orizzontale).

Nel primo caso le tubazioni verticali dell'acqua calda collegano tutti i radiatori posti su uno stesso asse verticale, per cui il flusso del liquido riscaldante risulta in comune a più alloggi di una o più scale; pertanto irilevatori devono essere installati in prossimità dei singoli radiatori.

Impianto a distribuzione orizzontale

 

Nel secondo caso lo stabile presenta una singola colonna di distribuzione verticale dalla quale, si diramano le tubazioni diretta agli alloggi, per cui il flusso del liquido riscaldante risulta specifico a ciascun alloggio; pertanto è sufficiente installare un solo misuratore per ogni appartamento.

 

Impianto centralizzato con circuiti idrotermici orizzontali


L'elettronica: la soluzione più moderna

La soluzione oggi diffusamente applicata è molto più pratica ed economica della separazione fisica dei circuiti idrotermici poiché consente di non modificare la struttura idraulica dell'impianto. Questa soluzione è la contabilizzazione elettronica ripartita dei consumi; essa giunge a misurare puntualmente i reali consumi di ciascun calorifero dello stabile.

Grazie alle moderne tecnologie informatiche e di trasmissione dati, i segnali raccolti capillarmente su ciascun elemento radiante vengono raccolti in modo centralizzato e quindi elaborati elettronicamente per consentire di redigere la bollettazione dei singoli utenti dell'impianto.

I vantaggi del metodo di contabilizzazione elettronica riparta:

  • Non sono necessarie opere murarie o idrauliche.

  • Non sono necessari collegamenti elettrici.

  • L'installazione del sistema non è invasiva.

  • Il sistema offre un'indicazione istantanea dei consumi per ogni radiatore.

  • Il sistema può essere configurato per fornire letture con frequenza a piacere.

  • Il sistema può essere configurato per fornire allarmi di non funzionamento o di manomissione.

  • E' possibile collegare il sistema ad un sistema di consultazione Internet, mediante il quale ogni condomino può controllare il proprio consumo in ogni momento facendo uso di un qualsiasi PC.

Schema di impianto di ripartizione elettronica su impianto a colonne montanti.

Nello schema a lato si nota che non vi è alcuna comunicazione diretta tra i ripartitori e le valvole. Inoltre i ripartitori non hanno alcun 'filo': né di alimentazione né di trasmissione dati.

Le letture sono eseguite da apparati elettronici fissi o mobili collocati all'esterno agli alloggi, pertanto non vi è richiesto l'accesso per le letture di consumo.

 

 

 

Sistema di ripartizione elettronica su impianto centralizzato con circuiti idrotermici verticali

 

 


 

Componenti di un sistema di contabilizzazione

E' chiaro che si tratta di realizzare un sistema ben progettato, coordinato ed in cui ogni elemento collabora con i restanti; in particolare merita ricordare che i ripartitori devono essere tutti identici (o perlomeno compatibili, ovvero devono appartenere alla medesima linea di prodotto o sistema) e devono essere configurati in modo coerente per almeno 2 buoni motivi:

  • Le misure effettuate da ciascun devono essere omogenee e comparabili (proprio su questo principio si basa il processo di contabilizzazione).

  • Tutte le sonde devono essere gestibili (letture e configurazione) dal sistema infrastrutturale medesimo.

Detto questo elenchiamo e quindi esaminiamo in maggior dettaglio le varie componenti di un sistema di contabilizzazione del calore:

Componenti di un moderno sistema di contabilizzazione

  • Ripartitori

  • Sistema di lettura e di raccolta dei dati di consumo

  • Valvole termostatiche

  • Valvole accessorie (detentori e sfiato d'aria)

  • Pompe variabili

  • Filtri per il fluido termoconvettore

 

 

 

 

 

 

Un esempio di installazione tipica: si evidenziano il ripartitore, la valvola termostatica, il detentore e lo sfiato dell'aria.

 

E' bene sapere che ai fini della contabilizzazione l'unici elemento dei succitati che sia realmente indispensabile da un punto di vista tecnico sono i ripartitori.

La norme obbligano anche all'installazione delle valvole termostatiche, ma è importante chiarire che si tratta di un obbligo normativo e non tecnologico.

Le voci restanti compaiono nell' elenco delle componenti in quanto accade spesso che siano citate o messe in discussione nelle assemblee di condominio quando si parla di contabilizzazione.

In breve si può dire che le valvole accessorie sono spesso oggetto di rinnovo dato il notevole rapporto beneficio/costo laddove si debbano comunque installare le valvole termostatiche.

Per quanto riguarda le pompe ed i filtri centralizzati, è comune considerarne l'installazione od il rinnovo come conseguenza dell'introduzione delle valvole termostatiche; infatti le pompe si devono adeguare ai frequenti cali di richiesta di flusso (quando un gran numero di valvole termostatiche si chiudono al raggiungimento della temperatura prestabilita) e la meccanica delle valvole termostatiche è più sensibile di quelle tradizionali alle impurità che fisiologicamente circolano nel liquido termoconvettore.


I ripartitori

L'apparato fondamentale ed essenziale in un sistema di contabilizzazione è, ovviamente, il ripartitore elettronico. Ha il compito di misurare (contabilizzare) l'energia attinta all'impianto da:

  • un singolo alloggio laddove possibile, ovvero negli impianti a distribuzione orizzontale

  • un singolo calorifero nel caso di impianti a colonne montanti..

Nel caso di impianti a distribuzione orizzontale è possibile far uso di ripartitori che sezionano il flusso verso un intero alloggio e lo misurano istantaneamente per contabilizzare con precisione la massa totale di fluido riscaldante attinto all'impianto. La massa totale di fluido attinto risulta direttamente proporzionale all'energia attinta dall'alloggio in questione.

Invece nel caso di impianti verticali (a colonne montanti ) tale misurazione è in realtà una stima perchè è necessario misurare le calorie (energia) in modo indiretto mediante la misurazione di un'altra grandezza fisica: la temperatura (in gradi centigradi).

Cosa è un ripartitore elettronico?

Il ripartitore di calore è un apparecchio la cui funzione è esclusivamente quella di misurare il consumo di energia termica al fine di calcolare i costi del riscaldamento. Può essere utile rimarcare che esso non ha alcun ruolo nella regolazione della temperatura ambiente né del calore erogato dal radiatore, compito che è appannaggio delle valvole; valvole termostatiche, temporizzate, a controllo remoto o manuali che siano.

E' importante notare che in ambito commerciale si usa denominare ripartitore elettronico un ripartitore a lettura manuale, ovvero ottica, che richiede l'accesso di un addetto “letturista” ad ogni apparecchio per la lettura dei consumi rilevati a partire dal display annesso. Se invece un ripartitore consente letture remote via radio, è denominato “ripartitore radio”.

Il Principio di funzionamento dei ripartitori elettronici.

E' opportuno chiarire che vi sono vari modelli il cui funzionamento varia notevolmente da un punto di vista tecnico; tuttavia l'impatto di tali differenze al loro uso concreto è in certi casi minimale. In genere consistono in una componente di materiale conduttore posto alla base del ripartitore, un circuito elettrico ed un display LCD. I modelli radio includono un trasmettitore radio ed eventualmente anche un ricevitore.

Consideriamo i suo funzionamento da un punto di vista generale astraendo dalle piccole differenze che esamineremo nel seguito.

Fondamentalmente I ripartitori misurano in modo indiretto il dispendio di calore di ogni singolo radiatore tramite la misura di una o due temperature. Una piastra di materiale conduttore, posta sul retro dell’apparecchio trasmette al ripartitore una limitata quantità di calore da cui il ripartitore rileva la sola temperatura.

Nel parlare comune spesso si confondono i concetti di calore e di temperatura, ma per ben comprendere il funzionamento di un ripartitore è importante distinguere bene queste due grandezze fisiche: in massima sintesi possiamo dire che:

  • la temperatura è una grandezza intensiva (misurabile in gradi Celsius) che è in relazione con l'intensità dell'energia interna del sistema; pertanto prescinde dalla sua massa.

  • che il calore è una grandezza estensiva (misurabile in Watt) che è in relazione con l'energia totale scambiata da un sistema

Nel nostro caso specifico possiamo dire che la quantità di calore trasferito dal radiatore all'aria ambiente dipende proporzionalmente dalla differenza fra queste due temperature, spesso denominato gradiente termico. E' importante ricordare che le formule matematiche che permettono il calcolo del calore trasferito a partire dal gradiente di temperatura fanno uso anche di vari altri parametri, il più influente dei quali è relativo alla potenza del radiatore.

Calore e temperatura

Le suddette precisazioni fisiche, applicate ai caloriferi, ci fanno capire ad esempio come:

  • due caloriferi identici di 10 e 5 elementi e posti nelle medesime condizioni ambientali e posti alla medesima temperatura interna, attingano dall'impianto l'uno il doppio dell'energia dell'altro.

  • Un calorifero attinge meno energia dall'impianto se l'ambiente è già molto caldo (Caminetto oppure ottima coibentazione).

  • un radiatore a 30° C non cede alcun calore ad un ambiente di 30° C. (gradiente = 0° C)

  • un radiatore a 20° C assorbe calore ad un ambiente di 30° C. (gradiente = - 10° C)

  • I ripartitori misurano quindi gradiente termico (differenza di temperatura) trai 2 corpi (radiatore ed aria ambiente) che è l'unica causa del trasferimento spontaneo del calore tra essi (conseguenza del secondo principio della termodinamica).

 

Il calore si muove in modo spontaneo solo da un corpo più caldo ad uno più freddo.

 

Alla luce dei concetti fisici suddetti si può concludere che un ripartitore stima il calore emesso dal calorifero associato in base ai dati seguenti, in alcuni casi una parte di essi:

  • Misurazione continua della temperatura della superficie del calorifero.

  • Misurazione continua (oppure utilizzo di un valore presunto preimpostato) della temperatura ambiente.

  • Una serie di parametri che indicano la capacità del calorifero di disperdere energia, che sono in relazione alla massa del calorifero (dimensioni/numero elementi) ed alla sua particolare forma ed al materiale di cui è composto (ghisa, ferro, alluminio, etc.). Ci si può riferire a tali parametri anche con termine “potenza” del calorifero.

  • Una serie di parametri tecnici che fungono da fattori correttivi e da costanti di conversione. Questi ultimi parametri del ripartitore, dato il limitato campo di oscillazione, influenzano in misura minima la trasformazione delle letture in consumi reali.

Esempio di ripartitore montato su radiatore di tipo termoarredo di acciaio.

 

Esempio di ripartitore installato sul radiatore di alluminio ad alta efficienza termica sui moderni impianti a bassa temperatura.

Metodi di ripartizione e loro conseguenze

E' noto che nell'ambito di un medesimo impianto di riscaldamento i dati vanno raccolti dai vari ripartitori devono essere tutti confrontabili. Pertanto i ripartitori stessi devono essere identici o compatibili e devono essere configurati in modo coerente.

Conteggi non normalizzati:

Talvolta i ripartitori sono attivati senza configurarvi le caratteristiche de radiatore associato. In tal caso è il processo di bollettazione che tiene conto di tali fattori per l'attribuzione delle stime di consumo. Pertanto i valori letti sui singoli radiatori non sono utilizzabili direttamente per il confronto tra radiatori o per il computo dei consumi in quanto rappresentano solamente una misura di quanto tempo sia rimasto acceso il dato radiatore, indipendentemente dalla sua potenza.

Conteggi proporzionali:

I sistemi di ripartizione per impianti a colonne montanti si basano sul principio per cui è sufficiente fornire delle misurazioni relative per effettuare una ripartizione. Infatti conoscere esattamente l'energia attinta dall'impianto non è indispensabile laddove i numeri 'indicativi' siano proporzionali ai consumi effettuati. E' ovvio che mediante una semplicissima proporzione aritmetica è possibile ripartire il consumo totale su quello di ciascun termosifone.

Conteggi assoluti:

Attualmente sul mercato non sono presenti sistemi di ripartizione che consentono la lettura in chiaro della reale energia attinta da ogni termosifone né, tanto meno, dei costi di consumo relativi.

Tale metodo risulterebbe assai trasparente nei confronti degli utenti; ma darebbe origine anche delle difficoltà di comprensione delle reali cifre di bollettazione. Infatti molti parametri non potrebbero essere tenuti in considerazione dai ripartitori, quali i costi effettivi dell'energia oppure le dispersioni di calore delle parti comuni dell'impianto. Questi aspetti rimangono decisamente più 'nascosti' nel caso di conteggi non normalizzati o proporzionali. Il vantaggio dei conteggi assoluti sarebbe quello di rendere (dolorosamente) evidente a tutti i condomini il grado di inefficienza o di dispersione dell'impianto nel suo complesso; il che sarebbe importante per capire meglio se sia il caso di adottare opportuni interventi di manutenzione e coibentazione dell'impianto.

 

Ripartitori radio

I ripartitori radio di calore differiscono dai comuni ripartitori elettronici (detti “ottici” oppure lettura manuale) poiché le letture dei dati vengono effettuata via radio. Il notevole vantaggio per gli utenti in questo caso è che essi non devono essere presenti nell'alloggio il giorno della lettura per dare accesso al letturista. Inoltre è possibile leggere e monitorare la rete di rilevazione con maggiore frequenza. Il che offre un utile feedback agli utenti sulle loro abitudini di utilizzo delle regolazioni delle valvole e su eventuali anomalie degli apparati.

Nella sezione relativa ai sistemi di raccolta dei dati si tratta diffusamente dei vari sistemi di raccolta ottica o radio dei dati.

Ripartitori a scala fissa

Questo tipo di ripartitore non fa uso di alcuno dei parametri correttivi suddetti ma usa un insieme di valori prefissati per i parametri. Pertanto non misura alcun reale parametro fisico (es: calorie, litri o WattOra) ma fa uso di formule matematiche per calcolare dei numeri puri. I risultati ottenuti e mostrati sul display sono appunto tali numeri puri che non solo non rappresentano il consumo di energia ma neppure sono dei valori confrontabili nell'ambito delle letture di diversi radiatori dello stabile. Ne consegue che il consumo relativo ad un singolo appartamento potrà essere calcolato solamente attraverso il processo (solitamente informatizzato) di bollettazione.

La trasparenza di questo metodo è moderata in quanto solo il gestore della contabilizzazione (che fa uso di un software di contabilizzazione e bollettazione) detiene I valori dei parametri correttivi (potenza del termosifone, etc.) di ciascun calorifero; pertanto solo egli è in grado di computare i consumi reali delle varie utenze.

Ma anche la ripartizione a scala unica presenta alcuni vantaggi:

  • lievemente più economici all'installazione

  • montaggio semplice e veloce del ripartitore

  • riduzione di errori di programmazione durante il montaggio

  • economicità nella manutenzione o sostituzione dei ripartitori

Ripartitori a scala programmata

Nel caso di scala programmata tutti i parametri ed i valori correttivi vengono configurati sul ripartitore. Ci si riferisce a tale attività come alla programmazione del ripartitore. Il calcolo del consumo quindi avviene direttamente sull'apparato elettronico. In questo caso sul display appare direttamente il consumo in chiaro, o perlomeno un valore confrontabile con gli altri ripartitori del medesimo impianto.

Vantaggio della scala prodotto:

  • Il consumo può essere verificato direttamente anche dal utente leggendo il display che riporta valori indicativi dei consumi effettuati; o in forma di valori relativi a tutti gli altri ripartitori dell'impianto o, addirittura, di valori di consumo.

Ripartitori ad 1 sensore di temperatura

Molto spesso i ripartitori elettronici sono dotati di un unico sensore di temperatura che misura continuamente la temperatura superficiale del calorifero. Ma per determinare il consumo di calore (che è energia, ed è misurata in Calorie oppure Watt) è necessario conoscere il gradiente termico esistente tra il calorifero e l'aria dell'ambiente in cui è posto.

La temperatura dell'ambiente in questo caso non è determinata da una misurazione (come nel caso dei ripartitori a 2 sensori) ma è presunta, e si basa sull’impostazione di una temperatura costante nell’apparecchio durante il processo di installazione e configurazione. Il valore tipico è 20° C. Questo genera dei piccolissimi errori che però risultano trascurabili in quanto comuni a tutti i ripartitori dello stabile. Il reale limite dei ripartitori monosonda è il fatto che funzionano con buona accuratezza solo con impianti ad elevata temperatura, ovvero all'interno dell'intervallo 55-90° C.

Ripartitori a 2 sensori di temperatura

Il sistema a due sensori di temperatura misura e registra continuamente sia la temperatura superficiale del radiatore che quella dell'aria dell'ambiente in cui è posto.. E' chiaro che in questo modo la misurazione del gradiente termico è più precisa rispetto al funzionamento con un solo sensore in quanto entrambi i valori delle temperature provengono da reali misurazioni. Come è facile immaginare questo gradiente viene usata come base di calcolo per il conteggio del consumo.

Il principale vantaggio nell'uso di 2 sensori è che il funzionamento è accurato anche con i impianti a bassa temperatura (35 – 60 ° C).

Schema di ripartitore a 2 sensori

Nello schema viene evidenziato il posizionamento dei 2 importanti sensori di temperatura di un ripartitore a doppia sonda.

E' utile notare che uno specifico supporto funge da conduttore termico e vincola l'apparecchio al radiatore. L'accoppiamento deve essere molto accurato, specie dal punto di vista termico, per consentire al corretto flusso di calore di pervenire al sensore.

Ripartitori a sonda integrata o remota

Nel caso di presenza di doppio sensore, la sonda remota serve a permettere una più accurata misura della temperatura dell'aria ambiente. Laddove il radiatore sia posto in una nicchia di qualsiasi genere (copritermo, tendaggi pesanti od ampi, nicchie nel muro, sotto davanzali, etc.), si viene a creare una zona di ristagno dell'aria calda che rende meno accurate le misure compiute da un normale ripartitore a sonde integrate.

Pertanto, in base al posizionamento del radiatore, il sensore di temperatura ambiente viene installato vicino al radiatore (nel caso della versione compatta) oppure “remoto”, ovvero all'esterno della nicchia (versione con sensore remoto).

Si noti che il sensore di temperatura ambiente è in genere integrato all'apparato di ripartizione, pertanto la sonda remota, di norma, risulta essere quella relativa alla temperatura del radiatore.

Ripartitori radio a trasmissione unidirezionale o bidirezionale

In linea di principio un ripartitore radio a lettura remota non avrebbe la necessità di ricevere dati nè comandi, ed infatti molti modelli sono capaci solo di trasmettere I dati in modo unidirezionale verso I vari tipi di apparti di raccolta.
Tuttavia in questo contesto entrano in gioco alcuni fattori:

  • comodità delle letture

  • durata della batteria

E' molto utile avere un apparecchio che permetta la lettura dei dati in qualsiasi momento al fine di controllare con la frequenza voluta l'andamento dei consumi. Ma è anche importante che le batterie dei ripartitori abbiano la massima durata possibile (evitando nel contempo di dover alimentare l'apparecchio tramite rete) e quindi diventa prioritario minimizzare l'energia che l'attività trasmissiva assorbe alla batteria.

Per tale motivo alcuni apparecchi trasmettono sono in momenti prefissati della stagione o del mese o del giorno. Tuttavia nei casi di walk-by si presenta iI problema di far collimare perfettamente l'intervento del letturista con quello delle trasmissioni del ripartitore, cosa talvolta impossibile. Laddove vi sia invece un sistema automatico di raccolta radio il problema non sussiste e le misure possono essere richieste i qualsiasi momento agli apparati che effettuano periodicamente le letture.

Nel caso di sistemi di raccolta walk-by esclusivamente trasmittenti, rimane comunque impossibile interrogare via radio i singoli apparati qualora fosse necessario. La soluzione più evoluta sta, appunto, negli apparati dotati anche di radio ricevente; essi possono captare i comandi impartiti dagli apparati di raccolta che li inducono a trasmettere I loro dati oppure ad un colloquio di gestione, controllo, configurazione. E' chiaro che in questo modo il risparmio di energia è netto.

E' bene ricordare che molti ripartitori radio esclusivamente trasmittenti consentono un colloquio bidirezionale tramite interfaccia ottica (infrarossi), ma tale comunicazione richiede l'accesso all'alloggio e la prossimità all'apparato.

Sicurezza: sigilli, trasmissioni cifrate, allarmi

Alcuni dispositivi di sicurezza equipaggiano i ripartitori. Ecco quali:

  • Involucro ermetico e sigillo: prevengono eventuali tentativi di manomissione dell'apparato tesi ad alterare la sua corretta attività di misurazione delle temperature.

  • Trasmissioni cifrate: i ripartitori radio devono difendersi dai tentativi non autorizzati o dolosi di lettura dati (in ottemperanza ad ovvi criteri di privacy) o gestione (manipolazione della configurazione o dei dati di consumo) mediante cifratura della trasmissione verso gli apparati elettronici di raccolta dati di competenza.

  • Allarmi: alcuni tipi di ripartitori radio generano allarmi in conseguenza a malfunzionamenti o tentativi di manomissione. In entrambi i casi è utile poter intervenire il più tempestivamente possibile per minimizzare il lasso di tempo per cui le letture risultano non corrette. In tali lassi di tempo sarà applicata una tariffazione 'presunta' da stabilirsi in sede di assemblea condominiale.

Ripartitori e batteria.

Come si è già detto trattando della trasmissione bidirezionale, è opportuno orientarsi verso un modello od una configurazione di sistema che adotti un buon compromesso tra durata della batteria e frequenza delle trasmissioni, che consumano energia.

La maggior parte dei costruttori indica un valore stimato di 10 anni per il funzionamento della batteria; al termine di tale periodo, è spesso consigliabile sostituire l'intero apparecchio in quanto la convenienza economica del solo cambio della batteria è assai ridotta se non nulla.

Vita dei ripartitori.

In genere questi apparati sono garantiti per 2 anni. La loro durata operativa è spesso stimata a 10 anni Non è tipico poter superare di molto questo periodo perché l'usura dell'apparecchio (causata a umidità e calore, in genere) ne compromette l'affidabilità e l'esaurimento della batteria rende necessario un intervento.

Salute

Sono state eseguite delle ricerche sulla compatibilità ambientale delle onde elettromagnetiche ed i risultati hanno indicato che non vengono evidenziati segni di indebolimento della salute in qualche modo riconducibili alle onde radio prodotte dai ripartitori elettronici.

Tenendo conto delle attuali conoscenze non esistono quindi riserve di alcun tipo all’utilizzo di apparecchi radio sia in spazi pubblici (luoghi di lavoro) che in spazi privati.

Al solo scopo di fissare un termine di confronto si può dire che, data l'esiguità degli eventi trasmissivi di un ripartitore radio, l’energia emessa in un anno da un apparecchio tipico equivale a quella emessa da un telefono cellulare durante una conversazione di 5 minuti. Inoltre si deve considerare che tipicamente un ripartitore, al contrario di quanto avviene per un telefono cellulare, opera a notevole distanza dal corpo umano. Tutto ciò evidenzia che i rischi per la salute sono estremamente limitati se non assenti.


I vari tipi di sistemi di lettura e monitoraggio dei ripartitori

Per lettura si intende la raccolta periodica dei dati di consumo. E' importante scegliere il sistema più adatto allo stabile per conseguire un buon risultato in termini di economicità, comodità e controllo nella gestione dell'impianto.

Il monitoraggio del sistema consiste nella rilevazione di eventuali anomalie o manomissioni dei ripartitori. In caso di sistema radio di raccolta, tali eventi possono generare allarmi sul sistema di visualizzazione remota (ovvero, via Internet) dei consumi.

Sistema di lettura manuale

Questo metodo di raccolta dei dati di consumo è utilizzato nel caso di ripartitori elettronici non radio. I costi all'installazione del singolo apparato sono minori e quelli del sistema di rilevazione sono inesistenti, ma la laboriosità delle letture crea qualche piccolo svantaggio. Tipicamente tutti i ripartitori elettronici (anche quelli radio) hanno un display ad LCD in cui si avvicendano nel tempo varie informazioni. Un addetto alla contabilizzazione (talvolta detto 'letturista') provvede ad eseguire una lettura visiva del dato di consumo. Tale metodo richiede che gli utenti siano presenti nell'alloggio il giorno della lettura per dare accesso al letturista. Di conseguenza risulteranno basse anche la facilità e la frequenza delle letture; ciò può essere penalizzante per gli utenti al fine di regolare al meglio le loro abitudini di utilizzo del sistema di riscaldamento.

Sistema di lettura WalkBy

Questo metodo di raccolta dei dati di consumo è utilizzabile nel caso di ripartitori elettronici radio.

 

La centralina elettronica di raccolta è mobile e non è installata presso lo stabile. Essa fa parte della dotazione del letturista che con il ricevitore in mano 'cammina vicino' (da cui il termine 'Walk By') gli alloggi per captare i dati inviati dai ripartitori. Tipicamente è sufficiente un accesso alle scale oppure in strada.

Vantaggi:

  • Costi all'installazione del singolo apparato lievemente minori.

  • Costi all'installazione del sistema di rilevazione nulli.

  • Il letturista non deve accedere all'interno dei singoli alloggi, ma al massimo nelle sole parti comuni (es: scale). Talvolta la raccolta è fattibile dalla strada.

Svantaggi

  • Lieve laboriosità delle letture; frequenza delle letture moderata.

  • Lieve costo delle letture.

Sistema di contabilizzazione centralizzato WIFI

Questo metodo di raccolta dei dati di consumo è utilizzabile nel caso di ripartitori elettronici radio.

Una o più centrali di raccolta e monitoraggio dei ripartitori sono installate stabilmente nelle parti comuni dello stabile. Tale sistema di ricevitori capta i dati inviati dai ripartitori in modo periodico e continuativo.

Vantaggi:

  • Automatizzazione delle letture;

  • Costo delle letture potenzialmente limitato.

  • Il letturista non deve accedere all'interno dei singoli alloggi; deve solo accedere alle centraline di raccolta dei dati poste nei locali comuni.

  • Funzionamento dei singoli ripartitori (allarmi) monitorabile con buona frequenza.

Svantaggi

  • Lievi costi all'installazione del sistema di raccolta.

  • Frequenza delle letture determinata dal gestore dell'impianto ma potenzialmente alta.

  • L'utente non può accedere autonomamente alle letture.

Sistema di contabilizzazione remoto

Questo metodo di raccolta dei dati di consumo è utilizzabile nel caso di ripartitori elettronici radio.

Una o più centrali di raccolta e monitoraggio dei ripartitori sono installate stabilmente nelle parti comuni dello stabile e sono, a loro volta, connesse ad Internet tramite accessi di vario tipo (GPRS, UMTS, ADSL, ..etc.). Tale sistema consente di raccogliere in tempo reale i dati di consumo da remoto senza ricorrere all'intervento di alcun letturista. In alcuni casi anche gli utenti possono, accedendo tramite apposite credenziali, visionare direttamente su un apposito sito web i dati personali di consumo parziale raccolti sino a qual momento. In alcuni casi il sistema è in grado di generare e raccogliere eventuali allarmi nati a bordo dei ripartitori (guasti, anomalie 'sospette' delle misure, manomissioni); poiché il sistema di comunicazione converge in un cento elaborazione di dati, tali alarmi possono essere colti in tempi assai ristretti e possono essere adottate le necessarie contromisure.

Vantaggi:

  • Automatizzazione remotizzata delle letture;

  • Costo delle letture potenzialmente limitato.

  • L'utente può accedere autonomamente alle letture.

  • Non è necessario l'intervento di alcun letturista.

  • Frequenza delle letture determinata dal gestore del sistema di raccolta, ma potenzialmente in tempo reale.

  • Funzionamento dei singoli ripartitori (allarmi) monitorabile in tempo reale.

Svantaggi

  • Maggiori costi all'installazione del sistema di raccolta.

 

Le valvole termostatiche

Questa componente è meno essenziale rispetto al ripartitore elettronico in un sistema di contabilizzazione. Infatti, all'atto pratico, una corretta contabilizzazione può benissimo aver luogo anche in assenza di valvole termostatiche. Tuttavia esse sono spesso associate ai sistemi di contabilizzazione i seguenti vantaggi offerti:

  • Normativa: la legge regionale (28 maggio 2007 n. 13 art. 2), obbliga alla loro installazione. Infatti il loro utilizzo favorisce i risparmi energetici.

  • Regolazione della temperatura di ritorno dell'impianto. Questo effetto è benefico nel caso di caldaia a condensazione: abbassando la temperatura di ritorno dell'acqua, anche la caldaia aumenta il suo rendimento. Questo aspetto è stato tenuto in considerazione dal legislatore infatti per accedere alle detrazioni del 55% previste dalla finanziaria per la sostituzione della caldaia con una a condensazione, bisogna obbligatoriamente installare anche le valvole termostatiche su tutti i corpi scaldanti.

  • Praticità: regolano dinamicamente ed automaticamente l'afflusso di liquido termoconvettore nei radiatori, sollevano l'utente dall'incombenza di frequenti regolazioni, come invece accadrebbe nel caso di valvole manuali. Non solo, ma nella pratica sarebbe pressoché impossibile regolare manualmente le valvole con la medesima tempestività e frequenza temporale.

  • Recupero degli apporti gratuiti: siano essi apporti solari o apporti interni quali elettrodomestici o persone, consentendo un evidente risparmio energetico.

  • Bilanciamento automatico dell'impianto

Legge regionale 28 maggio 2007 n. 13 art. 2

Requisiti minimi prestazionali degli impianti termici da installarsi in edifici nuovi o esistenti (cfr. 1.4, 1.5, 1.6 e Allegati 1, 2, 4, 5);

La disciplina individua le prestazioni energetiche ed emissive che devono garantire i generatori di calore da installarsi in edifici nuovi o nel caso di sostituzione di generatori esistenti. Sono inoltre individuate prescrizioni specifiche per gli impianti termici; in particolare viene ribadito l’obbligo, per edifici con più di quattro unità abitative, di installare impianti termici centralizzati dotati di termoregolazione e contabilizzazione del calore per ogni singola unità abitativa, specificandone i possibili casi di deroga, con particolare riferimento ai comuni definiti “turistici”.

Viene inoltre ribadito, in generale, il divieto di trasformare gli impianti termici centralizzati esistenti in impianti autonomi, ma viene previsto l’obbligo, su tali impianti, di installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore per singola unità abitativa in occasione della sostituzione del generatore di calore o di interventi di installazione o ristrutturazione degli impianti termici, fermo restando l’obbligo di intervenire, in ogni caso, entro il 01.09.2012.

 

 

 

Evidentemente questa norma ha assunto che una effettiva riduzione dei consumi può avvenire solamente facendo uso di questo tipo di valvola che interrompe in automatico il flusso di fluido (acqua calda) non appena l'ambiente raggiunge la temperatura preimpostata. All'atto pratico tale assunzione è probabilmente vera, ma non si deve dimenticare che in alcune situazioni altre soluzioni potrebbero comportare dei risparmi più significativi:

  • Uso manuale della valvola: laddove l'utente del radiatore abbia una perfetta accuratezza, disponibilità e solerzia nel chiudere il rubinetto al raggiungimento della temperatura desiderata.

  • Installazione di una valvola temporizzata: ad esempio in una abitazione utilizzata solo di sera+notte.

  • Installazione di un comando remoto: ad esempio in una abitazione utilizzata solo durante la vacanza.

Come si utilizzano le valvole termostatiche

In aggiunta al contatore di calore è possibile, mediante l’installazione su ogni radiatore di valvole termostatiche, gestire le temperature ed i consumi in maniera davvero efficiente, trattandosi di valvole capaci di regolare il flusso di acqua alla mandata del singolo radiatore in funzione della temperatura impostata sulle stesse, in modo da mantenere la temperatura dell’ambiente costante al valore stabilito.

Ruotando la manopola della testina si possono impostare i valori di temperatura desiderati. Le teste termostatiche presentano in genere cinque valori di temperatura impostabili, oltre alla posizione antigelo e spento:

Selettore su Testa termostatica

Temperatura ambiente

0

posizione tutto chiuso

*

protezione antigelo

1

circa 12 °C

2

circa 16 °C

3

circa 20 °C

4

circa 24 °C

5

28 °C

Raggiunta la temperatura desiderata (esempio 20 °C) il flusso dell’acqua calda si interrompe automaticamente; il radiatore riprenderà automaticamente ad erogare calore non appena la temperatura sarà scesa sotto il livello programmato.

Pertanto il termosifone completamente o parzialmente freddo indica che la temperatura dell'ambiente è ideale (in base alla selezione fatta sulla ghiera della valvola) e stiamo risparmiando calore e denaro! Meglio è isolato o più risulta riscaldato da fonti esterne (sole) il vano in questione, e più frequentemente il radiatore presente risulterà freddo.

COME FUNZIONANO: TECNOLOGIA DELLA TESTA

La testa della valvola è dotata di un sensore per rilevare la temperatura esterna.

 

In funzione della temperatura esterna rilevata, la valvola agisce per regolare l'afflusso dell'acqua nel corpo scaldante. Infatti la valvola agisce come un regolatore di potenza: la stabilità della regolazione, dipende soprattutto dal tempo di reazione. In particolare se minore sarà il tempo di reazione, minore sarà il tempo in cui si verificano oscillazioni sulla temperatura nell'ambiente, con il risultato di avere una temperatura costante.

Il sensore può essere di diversi tipologie, caratterizzate da differenze sui tempi di reazione piuttosto significative. Questa caratteristica è sicuramente la più rilevante per le valvole termostatiche.

 

 

 

I sensori possono essere di tre tipi:

 

A cera

  • Il sensore si riscalda per conduzione ed ha un'elevata capacità termica.

  • Le valvole termostatiche con questo sensore sono caratterizzate da tempi di reazione lunghissimi, nell'ordine di grandezza anche di ore.

  • Non sono adatte all'utilizzo in ambienti domestici, dove gli apporti energetici variano velocemente provocando aumenti di temperatura repentini.

 

A liquido

  • Caratterizzati da tempi di reazione lunghi, nell'ordine di molte decine di minuti.

  • Elevata capacità termica

  • Riscaldamento per conduzione e convezione

 

A gas in condensazione

  • Caratterizzati da una pronta reazione

  • Bassissima capacità termica

  • Riscaldamento per conduzione e convezione

 

 

 

 

 

 

Valvole con sonda remota

In alcuni casi particolari, in dipendenza della collocazione fisica del termosifone può essere utile installare una valvola con termostato remoto. Infatti laddove un radiatore sia inserito in una nicchia di volume ridotto (copri termo, tendaggi, mobili, etc...) la convezione (ovvero la circolazione) della massa d'aria può essere carente creando un eccesso di temperatura all'interno della nicchia stessa. Tale circostanza indurrebbe un termostato interno alla nicchia a limitare il flusso di fluido termoconvettore al termosifone, con conseguente insufficiente riscaldamento della massa d'aria presente nella stanza. La soluzione è semplice: basta remotizzare la sonda di temperatura della testa termostatica all'esterno della nicchia in modo da rilevare la temperatura della stanza. La parte idraulica della valvola ed il comando rotativo, ovviamente rimangono in loco per regolare il flusso di fluido come al solito.

Sensore di temperatura remoto

La figura esemplifica un caso di testina termostatica dotata di sensore remoto. Il cavo o tubicino qui mostrato arrotolato è tipicamente lungo da 1,5 a 2,5 metri per il posizionamento della sonda all'esterno della nicchia che ospita il termosifone.

 

Valvole con testa Crono-Termostatica

Questo tipo di testa consente di programmare la tempo l'accensione delle valvole. Alcuni modelli possono anche essere collegati via radio ad un cronotermostato ambiente attraverso il quale è possibile programmare in modo centralizzato accensione, spegnimento e temperature da mantenere per le singole zone dell'abitazione.

 

Crono Termostato

La figura mostraa un esempio di testa crono-Termostatica. L'elettronica permette di programmare i tempi e le temperature ambiente con totale libertà.

 

Detentori e sfiati aria

In caso di realizzazione di un sistema di ripartizione dei consumi su impianto termico esistente gli apparecchi irrinunciabili sono 2: valvola termostatica e ripartitore. Ma spesso è consigliabile anche la sostituzione del cosiddetto detentore e dello sfiato dato il notevole rapporto convenienza/costo. Infatti la loro sostituzione assicura il rinnovo della parte meccanica importante e delicata con una spesa aggiuntiva trascurabile laddove sia comunque necessario l'intervento dell'idraulico sulla valvola.

Detentore

Il detentore è una piccola valvola posta in uscita dal calorifero (generalmente nella parte bassa dello stesso) che regola la velocità massima del fluido nel calorifero:

Serve ad “equilibrare” l'impianto: pertanto generalmente viene chiusa per i caloriferi più vicini alla caldaia e aperto per i caloriferi più lontani da questa, in modo da poter ridurre le vibrazioni degli stessi e ridistribuire meglio i fluidi.

 

Sfiato aria

Lo sfiato è una piccola valvola che serve a liberare il radiatore di eventuali bole d'aria che possono periodicamente crearsi impedendo il completo riscaldamento del radiatore.

 

Le pompe variabili (circolatori)

Le pompe tradizionali degli impianti di riscaldamento possono consumare fino a oltre il 10% dell’elettricità dell’economia domestica. La più recente generazione di pompe permette un risparmio di fino al 75% rispetto ai modelli più vecchi.

 

 

E' importante rilevare che la maggior parte delle pompe tradizionali lavorano a pressione costante e pertanto risultano spesso fortemente sovradimensionate nell'uso con le valvole termostatiche. Infatti nei periodi temporali in cui un gran numero di valvole termostatiche si chiude automaticamente (grazie ad giornata più calda per esempio) la pressione richiesta globalmente dall'impianto condominiale ha un fortissimo calo.

Questo ci fa intuire che i potenziali di risparmio energetico sono interessanti.

Grazie al controllo automatico della velocità, il circolatore variabile regola costantemente la pressione generata per adattarla in modo ottimale alla velocità dell'acqua (portata).

Si noti che l'uso di una pressione sovradimensionata (come accade nel caso di circolatori a pressione costante usate in associazione alle valvole termostatiche) aumenta il rischio di fruscii di ventilazione disturbanti.

Per tali motivi la trasformazione dell'impianto in un impianto a ripartizione può determinare l'opportunità di installare circolatori elettronici variabili.

I filtri per i fluido termoconvettore

Questi filtri sono consigliati perché assicurano un miglior funzionamento ed una vita più lunga alle valvole idrauliche, specialmente a quelle termostatiche che in alcuni casi possono risultare più sensibili alle impurità presenti nel fluido.

La struttura dei costi.

Un sistema di ripartizione dei consumi su impianto termico comporta in genere 3 tipi di costi; essi sono relativi a:

  • Installazione del sistema

  • Gestione del sistema

  • Letture dei consumi e bollettazione

Costi di Installazione

In genere i costi di installazione sono rapportati al singolo radiatore. A fronte di un esame e di un progetto tecnico l'installatore fa un “preventivo standard per radiatore” che funge da riferimento in qualità di installazione tipica.

Ecco un esempio di “condizioni standard” :

  • Assenza di ingombri vicini al radiatore tali da richiedere lavori di smontaggio e rimontaggio dei medesimi.

  • Assenza di ingombri vicini al radiatore in modo che sia possibile l'utilizzo di una valvola termostatica ed un ripartitore che siano entrambi a sonda integrata.

  • Il tipo di radiatore consente l'uso di sistema di ancoraggio del ripartitore mediante una delle varie staffe standard. Vi sono vari tipi di staffe che si adattano ad una larghissima maggioranza dei radiatori. Altrimenti si dovrà realizzare un ancoraggio ad hoc.

E' chiaro che, data la grande varietà di termosifoni in opera, di collocazioni fisiche dei medesimi e di esigenze degli utenti, accade di norma che alcuni radiatori possano richiedere un trattamento particolare per cui l'installazione (e quindi la quota dovuta per l'installazione degli elementi del sistema) è differenziata rispetto al preventivo standard. Ecco, ad esempio, cosa può variare dell'installazione eseguita sul singolo radiatore:

  • Presenza pregressa di valvole termostatiche (o convenzionali laddove la legge non crei un obbligo) di qualsiasi marca e modello e funzionanti sul termosifone che non è il caso di ammodernare. La funzione di tutte le valvole termostatiche è equivalente (ovvero nullo) da un punto di vista della contabilizzazione; pertanto esse sono sono intercambiabili in dipendenza di gusto ed esigenza dell'utente. In tal caso il costo di installazione totale viene scontto dal totale dovuto.

  • Installazione di nuove valvole termostatiche di qualsiasi marca e modello. In dipendenza di gusto ed esigenza dell'utente. Previ accordi, all'utente viene installata la valvola preferita e computato il costo relativo.

  • Remotizzatori del sensore della valvola o del ripartitore. In genere questa decisione viene presa sulla base di motivazioni tecniche.

  • Rarissimi casi di forme particolari di termosifoni che richiedano un ancoraggio ad hoc del ripartitore elettronico.

Rimangono i costi di installazione dell'infrastruttura di raccolta dei dati che può essere del tutto assente (walk-by), locale (collettori di letture centralizzati per condominio), oppure remota (Internet). Nei casi più semplici non vi sono costi aggiuntivi ma persino i costi dei casi più complessi risultano in sostanza trascurabili rispetto al costo degli apparati installati su ogni termosifone.

Costi di gestione del sistema

Tali costi sono relativi alla gestione ed alla manutenzione del sistema. Possono includere i costi di:

  • monitoraggio del suo corretto funzionamento,

  • manutenzione ordinaria

  • riparazione delle parti in avaria.

  • estensione delle garanzie apparati

Benché tali servizi siano di natura spiccatamente tecnica e, quindi assai diversi dai servizi di lettura e bollettazione, tuttavia, in genere sono tutti compresi in un unico canone annuale di gestione e letture.

Costi di lettura e bollettazione

Tali costi sono relativi alle attività di lettura dei consumi a partire dai ripartitori (nelle sue varie forme) ed alla compilazione dei prospetti ripartiti per alloggio comprendenti i consumi ed i costi (bollettazione).

Questa attività è, in linea di principio distinta da quella di gestione del sistema; essa potrebbe persino essere affidata ad un soggetto diversi (ad esempio la lettura e la bollettazione potrebbero essere compiti affidati all'Amministratore in quanto attività non tecniche ma amministrative), ma in genere tali servizi sono tutti compresi in un unico canone annuale di gestione e letture.

Consigli d'uso individuale

Al fine di ottimizzare gli effetti delle valvole vi consigliamo di osservare alcuni semplici accorgimenti:

  • Non preoccupatevi se trovate spesso, dopo l'installazione delle valvole termostatiche, i termosifoni spenti o parzialmente (la zona in basso ) freddi. Non è affatto un malfunzionamento, anzi, è un fatto decisamente positivo: infatti la valvola termostatica ha proprio il compito di spegnere il termosifone al raggiungimento della temperatura preimpostata. Pertanto il termosifone completamente o parzialmente freddo indica che la temperatura dell'ambiente è ideale (in base alla selezione fatta sulla ghiera della valvola) e stiamo risparmiando calore e denaro! Meglio è isolato o più risulta riscaldato da fonti esterne (sole) il vano in questione, e più frequentemente il radiatore presente risulterà freddo.

  • Non coprite con tende, copriradiatori od altri oggetti la valvola termostatica; questa infatti, avvertendo una temperatura superiore a quella ambiente per effetto dell’accumulo di calore, interromperà il flusso di acqua raffreddando il radiatore (tende e mobili posti davanti ai radiatori impediscono la normale diffusione del calore; in questo modo si consuma più energia ed aumentano le spese di riscaldamento) ;

  • Non aprite le finestre, senza avere prima chiuso l’erogazione del calore: l’introduzione di aria fredda nell’ambiente comporterebbe un inutile spreco di calore;

  • In caso di periodi di assenza è consigliato di selezionare la posizione antigelo del comando termostatico;

  • Abbassare la temperatura ambiente di 1 °C porta ad ottenere un risparmio fino al 7% di energia;

  • Le finestre sono un punto debole per la dispersione del calore. Quando è sera è consigliabile chiudere tapparelle e tende, in modo da non disperdere inutilmente il calore;

  • Durante la notte non si dovrebbe spegnere totalmente il riscaldamento per evitare di raffreddare completamente le stanze; infatti per lassi temporali brevi, il calore necessario a riportare gli ambienti in temperatura è maggiore di quello di mantenimento.

  • Nel periodo estivo è consigliabile tenere le testine termostatiche aperte al massimo (posizione 5) per evitare il blocco dell’otturatore del corpo valvola.

 

Consigli generali per il Condominio

  • L'assemblea deve deliberare su come si debba ripartire il consumo tra la parte fissa e la variabile. La normativa dispone che la quota fissa sia inclusa tra il 20% ed il 50% del totale. Alcuni tecnici sostengono che la quota fissa, in caso di stabile correttamente coibentato, debba essere limitata al 20%. E' chiaro che una quote di fissa minore avvantaggia gli alloggi ben isolati o parchi nei consumi; viceversa, una quota fissa maggiore avvantaggia gli alloggi che sprecano calore causa dissipazione od incuria dei proprietari.

  • L'assemblea deve deliberare su come si debba ripartire il consumo in caso di mancate letture da parte di un ripartitore. Sia in caso di guasti che di manomissioni. In caso di guasto il condomino deve essere incentivato a segnalare presto il problema. Le norme UNI 10200 prescrivono quanto segue per il calcolo di un “consumo presunto”.

Qualora venissero riscontrati malfunzionamenti tali da rendere inattendibili le misure, il consumo va calcolato sulla base dei dati seguenti:

a) valore medio dei tre anni precedenti, corretto per tenere conto dei gradi giorno del periodo considerato rispetto alla media dei periodi di riferimento;

b) valore corrispondente alla media dei consumi di volumi equivalenti per posizione (piano) ed esposizione;

c) valore previsto dal certificato energetico di cui alla legislazione vigente1

.

  • Installare dei circolatori (pompe idrauliche) elettronici a portata variabile – per consentire un risparmio di energia e di ridurre le sovrappressioni quando si verificano chiusure massive, anche se temporanee, di valvole.

  • Eseguire un lavaggio periodico dell'impianto termico con addittivi atti a minimizzare i rischi derivanti dagli effetti delle impurità sulle valvole termostatiche.

  • Installare un filtro centralizzato o, meglio, un buon defangatore per minimizzare i rischi derivanti dagli effetti delle impurità sulle valvole termostatiche.

  • L'affidabilità delle valvole è critica. Si deve quindi far uso di valvole di buona qualità o che siano modulari e manutenibili.

  • Attenzione a numerosi fornitori che operano in modo da rimanere unici detentori dei dati di mappatura, delle letture e del software in modalità cloud. In tal modo il cliente risulta estromesso a priori dalla proprietà del sistema di contabilizzazione e dal suo utilizzo.

  • Ad oggi nessun contabilizzatore emette allarmi di malfunzionamento; pertanto le mancate misure verranno sempre diagnosticate solo alla prima lettura. L'utente rimane responsabile della tempestiva segnalazione. Una soluzione a tale limite può essere un “cloud-server” con un software di diagnosi automatica. Oppure l'esecuzione di letture “attive” opportunamente frequenti.

La proposta OpenWay

OpenWay offre varie soluzioni: a partire dai più semplici sistemi a lettura ottica oppure walk-by, sino al più moderno sistema a lettura elettronica remota. Offriamo una gamma ampia e flessibile di soluzioni perché la nostra esperienza ci ha insegnato che per ogni cliente la soluzione migliore è diversa e specifica, e che il nostro dovere è quello di offrirgli anche il miglior supporto e la migliore consulenza per far sì che egli la individui.

Openness (trasparenza) del sistema:

I sistemi OpenWay per il controllo dei costi termici e per il processo di bollettazione, possono, in vari gradi a ed in base alle opzioni dei clienti, essere affidati al loro pieno controllo. Si fa notare che gran parte degli altri sistemi sono 'chiusi' nel senso che espropriano il cliente finale del controllo, della gestione e dei dati salienti (mappatura) del sistema

La filosofia aziendale che ci porta ad offrire questi servizi è quella di massima trasparenza (openness); infatti un servizio veramente completo, deve offrire al cliente anche indipendenza. Trasparenza ed indipendenza vanno a beneficiare tutti i clienti ed in special modo quelli che preferiscono optare per una gestione autonoma o più diretta della contabilizzazione. Un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che in tal caso i clienti possono realizzare un risparmio di circa il 50% dei costi di bollettazione.

1 Al momento della pubblicazione della presente norma, art. 30 della Legge 10/91

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